Indicatori chiave che parlano il linguaggio del rischio

Un team focalizzato su controllo e misurazione

Glenhadarxian nasce per aiutare le funzioni rischio, audit interno e compliance a trasformare i controlli critici in indicatori misurabili, affidabili e azionabili. L’approccio unisce pratica di linea, revisione indipendente e lettura dati per dare ai vertici una vista sintetica ma verificabile dell’esposizione residua.

Organizza un confronto

Glenhadarxian

Rigorosa tracciabilità

Ogni progetto è costruito per resistere alle domande di revisori interni, comitati rischi e autorità di vigilanza.

Autonomia dei team

Le soluzioni sono progettate per essere gestite dalle strutture interne, non da consulenti permanenti.

Chiarezza decisionale

Gli indicatori sono selezionati per rilevanza decisionale, non per quantità, con metriche comprensibili al management.

Miglioramento continuo

Framework e librerie di controllo vengono aggiornati con cicli periodici strutturati, non solo in risposta a incidenti.

Un percorso costruito insieme alle funzioni di controllo

Le tappe principali mostrano l’evoluzione da iniziative su singoli processi a framework di Key Control Indicator strutturati per gruppi complessi.

2017

Nascita della pratica focalizzata su rischio

Fondazione della struttura con l’obiettivo esplicito di supportare funzioni rischio e audit nella traduzione di mappe di rischio in quadri operativi di controllo, con particolare attenzione ai processi regolamentati e ai controlli critici di primo livello.

2018

Prime iniziative su controlli chiave

Avvio dei primi progetti di definizione di librerie di controlli chiave e indicatori associati in gruppi italiani di grandi dimensioni, con coinvolgimento congiunto di funzioni rischio, compliance, audit interno e strutture operative di business.

2020

Formalizzazione del metodo KCI

Sviluppo di un metodo interno per la progettazione dei Key Control Indicator, con passaggi standardizzati di mappatura rischi, selezione controlli, definizione metriche, soglie e responsabilità, applicato in diversi settori regolamentati e industriali.

2024

Espansione a progetti complessi integrati

Estensione del lavoro sui KCI a progetti multi-country e introduzione di dashboard strutturate per comitati rischi e audit, con maggiore integrazione tra sistemi informativi, funzioni di controllo e reporting al vertice aziendale.

Un team costruito intorno ai controlli critici

Il team di Glenhadarxian riunisce profili con esperienza in risk management, audit interno, compliance e analisi dati. Ogni progetto KCI è guidato da partner senior che hanno lavorato a stretto contatto con comitati rischi, funzioni di seconda e terza linea e strutture operative. La combinazione di competenze metodologiche e conoscenza dei sistemi consente di tradurre mappe di rischio in indicatori concreti, sostenibili e verificabili.

Giulia Conti responsabile pratica Enterprise Risk

Giulia Conti responsabile pratica Enterprise Risk

Managing Partner, Enterprise Risk Lead

Basata a Milano, progetti paneuropei

Responsabile della pratica Enterprise Risk, ha seguito programmi di trasformazione dei controlli in gruppi regolamentati e industriali. Coordina i progetti in cui la definizione di Key Control Indicator deve dialogare con politiche di rischio, appetito al rischio e piani di audit, garantendo coerenza tra disegno, metriche e governance decisionale.

Aree di specializzazione principali

Quadri di controllo chiave Risk appetite e soglie Governance di comitato rischi Allineamento audit e rischio
Paolo Ricci senior internal audit advisor

Paolo Ricci senior internal audit advisor

Senior Advisor, Internal Audit

Basato a Roma, interventi in Italia

Specialista di audit interno con esperienza in processi operativi complessi, supporta la traduzione dei controlli critici in librerie strutturate. Supervisiona il disegno di test, indicatori associati e logiche di escalation, con particolare attenzione alla robustezza documentale e alla coerenza con standard professionali di revisione.

Competenze di audit e controllo

Audit basato su indicatori Librerie di controllo chiave Piani di test strutturati Documentazione e tracciabilità
Elena Marini data risk e analytics lead

Elena Marini data risk e analytics lead

Data Risk Lead, Reporting Solutions

Basata a Torino, supporto remoto

Guida la componente analytics dei progetti KCI, con particolare attenzione alla qualità dei dati, alle modalità di estrazione e alla costruzione di dashboard operative. Lavora con IT e funzioni di controllo per definire metriche calcolabili in modo stabile, soglie monitorabili e viste sintetiche per il management, riducendo la dipendenza da fogli di calcolo manuali.

Competenze dati e reporting

Data lineage e qualità Metriche e calcoli KCI Dashboard per controllo Automazione del reporting

Credibilità costruita sul campo

Riconoscimenti e attestazioni riflettono un lavoro costante con strutture di controllo di grandi gruppi e una pratica consolidata nel rendere misurabili i controlli critici.

2021

Premio per innovazione nel controllo

Riconoscimento assegnato per l’approccio integrato tra funzione rischio, audit interno e funzioni operative nella progettazione di indicatori chiave per i controlli critici in gruppi complessi.

Associazione Italiana
2019

Certificazione avanzata in governance

Certificazione che attesta la capacità del team di combinare tecniche di audit, analisi dati e gestione dei processi nella definizione di quadri di Key Control Indicator verificabili.

Istituto Audit
2023

Contributo editoriale su KCI

Riconoscimento per contributi pubblicati su riviste specialistiche riguardo alla misurazione dell’efficacia dei controlli e al ruolo degli indicatori chiave nei piani di audit basati sul rischio.

Rivista Rischio
2020

Menzione per progetti cross-country

Menzione per il supporto a funzioni di controllo di gruppi internazionali nella standardizzazione di librerie di controlli chiave e metriche associate, con particolare attenzione alla scalabilità.

Forum Governance

Perché KCI Perché un framework di Key Control Indicator cambia il modo di leggere rischio e controllo

La scelta di focalizzarsi sui Key Control Indicator nasce dall’osservazione di decine di comitati rischi sommersi da report voluminosi ma poco azionabili. Indicatori definiti male confondono; indicatori definiti bene anticipano le deviazioni. Glenhadarxian ha costruito il proprio approccio su questa differenza, unendo la disciplina dell’audit alla concretezza operativa, per trasformare il monitoraggio dei controlli critici in un linguaggio comune tra business, rischio e revisione.

01
Giulia Conti, Managing Partner Responsabile pratica Enterprise Risk e Audit
Le organizzazioni hanno già molti controlli; ciò che spesso manca è un modo coerente per misurarne la tenuta. Il lavoro sui Key Control Indicator parte da qui: separare il rumore dal segnale, selezionare poche misure che contano davvero e costruire una governance che resista alle rotazioni di persone e alle pressioni del quotidiano.
02
Luca Ferraro, Senior Advisor Lead su framework di controllo critico
Ogni KCI deve superare tre domande: è collegato a un rischio rilevante, è misurabile con dati affidabili, produce una reazione chiara quando si discosta dalla soglia. Se una sola risposta è incerta, l’indicatore finisce per generare discussioni, non decisioni, e il controllo torna a essere un esercizio formale.
03
Elena Marini, Data Risk Lead Responsabile analytics per funzioni di controllo
La tecnologia rende possibile misurare quasi tutto, ma la vera sfida è scegliere cosa vale la pena misurare. Nei progetti KCI si parte sempre da mappe di rischio e processi, non da strumenti. Solo così i dati estratti dai sistemi diventano una vista coerente sulla reale efficacia dei controlli critici.
04
Paolo Ricci, Internal Audit Advisor Supporto a piani di audit basati su KCI
Un buon set di Key Control Indicator non sostituisce l’audit, lo rende più selettivo. Quando gli indicatori sono progettati bene, il piano di revisione si concentra sulle aree dove i segnali cambiano davvero, riducendo verifiche ripetitive e aumentando la profondità delle analisi mirate.
05
Sara Bellini, Compliance Specialist Esperta in requisiti regolamentari complessi
Regolatori e organi di vigilanza chiedono tracciabilità, non promesse. Framework di KCI documentati, con logica di soglie e responsabilità chiare, offrono una base solida per dimostrare che i controlli chiave sono non solo disegnati, ma effettivamente monitorati nel tempo.
06
Marco De Santis, Engagement Director Responsabile coordinamento progetti multi-country
La coerenza tra Paesi e funzioni è spesso la parte più delicata. Un framework di KCI efficace bilancia standard comuni e adattamenti locali, mantenendo una struttura unica di reporting che consenta al vertice di leggere il profilo di rischio in modo comparabile.

Gestione dei cookie sul sito

Questo sito utilizza cookie tecnici, analitici e di profilazione per migliorare l’esperienza, analizzare l’utilizzo e supportare attività di misurazione interna.

Cookie essenziali

Cookie strettamente necessari al funzionamento sicuro del sito e alla corretta erogazione dei contenuti richiesti.

Cookie analitici

Cookie utilizzati per analizzare traffico, prestazioni delle pagine e utilizzo aggregato, in forma tendenzialmente anonima.

Cookie funzionali

Cookie opzionali usati per ricordare preferenze, personalizzare contenuti e misurare l’efficacia delle iniziative digitali.